Èuna voluta dichiarazione programmatica fin dal titolo il film scelto per inaugurare domani la 22° edizione delle Giornate degli Autori.
A dirigere Memory, sorprendente esercizio di viaggio nel passato, è Vladlena Sandu, nata in Crimea, cresciuta in Cecenia, da anni rifugiata politica in Olanda e qui all'esordio nel lungometraggio.
Il suo è un film autobiografico e poetico in cui l'autrice rivisita i suoi traumi attraverso i ricordi dell'infanzia, per rispondere a una domanda ossessionante: come si interrompe quel meccanismo circolare della violenza che plasma i bambini e si trasmette di generazione in generazione? Una domanda simile attraverserà - ne siamo certi - tutta la Mostra del Cinema tra racconti, testimonianze e visioni provenienti da Paesi e culture diverse: ovunque l'orrore e la morte vanno mostrati e condannati, come dichiara la campagna "Ripud1A" di Emergency che le Giornate degli Autori hanno scelto di sostenere.
"Il film di Vladlena Sandu" - dicono la direttrice artistica Gaia Furrer e il delegato generale Giorgio Gosetti - "è anche un potente invito a coltivare il senso del ricordo, a esaltare il valore delle nostre radici, perché senza una riflessione sul passato, senza uno sguardo consapevole e approfondito agli avvenimenti che ci hanno preceduto, non può esistere futuro".








