Il 24 marzo ricorreranno in Argentina i 50 anni dall'inizio della più feroce dittatura mai instauratasi in America Latina.

Per migliaia di argentini sarà l'occasione per ribadire come ogni anno con forza dalla Plaza de Mayo il celebre 'Nunca Más' (Mai Più) al terrorismo di Stato. Ma anche quest'anno - come avviene ormai dal 2024 con l'insediamento del presidente ultraliberista Javier Milei - lo faranno da soli, senza l'accompagnamento istituzionale del governo nazionale.

La Casa Rosada non ha comunicato nella sua agenda nessuna attività ufficiale legata alla commemorazione, mentre si apprende off the record che, anche in questa occasione come negli ultimi due anni, verrà diffuso sui social un filmato istituzionale in cui si affermerà la necessità di recuperare una 'memoria completa' dei fatti occorsi tra il 1976 e il 1983 che includa anche i crimini commessi dalle guerriglie.

L'interpretazione storica di quegli anni è sempre rimasta un terreno di disputa politica anche con il ritorno della democrazia ma il fatto inedito, con l'arrivo di Milei, è che tale disputa venga promossa adesso dallo Stato.

E la battaglia ideologica del governo contro la memoria dei crimini della dittatura, denunciano le organizzazioni per i diritti umani, è stata portata negli ultimi due anni anche sul fronte della spesa pubblica. Sotto i colpi della motosega di Milei sono finite istituzioni considerate indispensabili come la Banca nazionale di dati genetici e l'Unità speciale di investigazione sui crimini della dittatura della Procura della Repubblica, così come lo Spazio per la Memoria dell'Esma, il più emblematico centro di detenzione e tortura della dittatura, dichiarato dall'Unesco 'Patrimonio dell'Umanità'.