Ighiacciai dell'Alaska stanno reagendo al riscaldamento climatico con stagioni di fusione sempre più lunghe: per ogni aumento di un grado Celsius della temperatura estiva media, il periodo di scioglimento si estende di circa tre settimane. Lo rileva uno studio guidato da Albin Wells della Carnegie Mellon University, insieme a David Rounce e Mark Fahnestock dell'University of Alaska Fairbanks, pubblicato sulla rivista Nature.

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Utilizzando dati radar satellitari, i ricercatori hanno dimostrato che è possibile monitorare in modo continuo e affidabile l'evoluzione stagionale dei ghiacciai. Lo studio si basa su osservazioni raccolte tra il 2016 e il 2024 tramite il satellite europeo Sentinel-1, che ha permesso di analizzare quasi tutti i ghiacciai dell'Alaska di dimensioni superiori a circa 1,3 chilometri quadrati. Grazie alla tecnologia radar Sar (Synthetic aperture radar), i ricercatori hanno potuto osservare i ghiacciai anche in condizioni di nuvolosità e oscurità, superando i limiti degli strumenti ottici tradizionali.

I dati hanno consentito di monitorare i cosiddetti 'giorni di fusione', ovvero i periodi in cui il ghiaccio si scioglie su tutta o parte della superficie glaciale. Un aumento di questi giorni indica un prolungamento della stagione di scioglimento e una perdita netta di massa del ghiaccio. "Quantificare questi cambiamenti è fondamentale", ha spiegato Wells, sottolineando che estensione della fusione e posizione della linea delle nevi sono indicatori chiave dell'equilibrio di massa dei ghiacciai.