L’allarme è rientrato da poche ore: è cessata la minaccia di un’inondazione nel Suicide Basin, in Alaska, e le acque si sono ritirate. Nella città di Juneau, attraversata dal fiume Mendenhall, le aree evacuate sono ora aperte, anche se accessibili solo ai residenti.
A generare l’allarme nei giorni scorsi il repentino rilascio di acqua di fusione da parte del ghiacciaio Mendenhall. Mercoledì scorso i corsi d’acqua alimentati dal ghiacciaio si sono gonfiati a livelli da record (più di 2 metri in 24 ore), preoccupando le autorità della capitale che conta poco più di 30mila abitanti.
Il fenomeno è ormai diventato periodico, ennesimo sintomo del riscaldamento globale. E il pericolo non è rappresentato solo dall’acqua prodotta dalla fusione del ghiaccio. Più acqua scorre sulla superficie, più l'erosione aumenta e ci vuole meno pioggia per innescare un’alluvione: in queste condizioni, una tempesta prevista una volta ogni dieci anni può causare il tipo di alluvione catastrofica che si prevede solo ogni 100-200 anni.
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Le contromisure









