Nessun allarmismo: i baresi possono ancora godersi i frutti di mare crudi. Dopo l’aumento esponenziale dei casi di epatite A in Campania, l’epidemiologo pugliese Pier Luigi Lopalco ha deciso di fare un po’ di chiarezza sui social sulle modalità di contagio. E oltre alle spiegazioni più tecniche, il medico ha rassicurato i suoi conterranei vista la campagna vaccinale del 1998: “In Puglia sono decenni che non si verificano più epidemie di epatite”.

In Campania “il virus è già stato ritrovato in diversi campioni di frutti di mare - spiega - e si contano già centinaia di casi sintomatici e decine di ricoveri. La matematica dei virus non è un’opinione: se osservo un certo numero di casi clinici di epatite A negli adulti probabilmente ce ne saranno altrettanti asintomatici. Nei bambini, fra il 70 per cento ed il 90 per cento delle infezioni si manifestano senza sintomi. Mi infetto, elimino il virus all'esterno, ma non me ne accorgo”.

Dunque, i casi clinici sono solo la punta dell’iceberg e il problema starebbe nei sistemi di depurazione delle acque reflue, visto che, se non particolarmente efficienti, il virus “va a finire inevitabilmente in mare e lo troviamo concentrato nei mitili, che sono dei formidabili filtratori”. E il motivo del virus nelle cozze sui banchi napoletani potrebbe dipendere da due motivi: “O quelle cozze sono arrivate già contaminate, probabilmente da Africa del Nord o Turchia, e non sono state correttamente stabulate (“curate") - dice - oppure il virus lo hanno preso filtrando l'acqua contaminata localmente”.