Aumentano i casi di epatite A in Campania. Sono stati censiti 133 casi e si rileva una accelerazione nei contagi. La Regione Campania ha disposto un rafforzamento delle attività di controllo lungo l’intera filiera dei molluschi bivalvi. E ha invitato i cittadini ad adottare azioni di prevenzione contro l’infezione.
L’intervento regionale coinvolge i Dipartimenti di Prevenzione delle Asl, l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno e la rete tecnico-scientifica attivata dalla direzione generale per la Tutela della salute - Settore Prevenzione collettiva e Sanità pubblica e veterinaria.
Aumentano i ricoveri in ospedale, in particolare al Cotugno di Napoli, dove, a quanto sembra sono più di 50 i ricoveri. Più casi rispetto quelli dello stesso periodo dello scorso anno anche al Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli e all’Ospedale del Mare di Napoli. Sarà l’Istituto Zooprofilattico di Portici a esprimersi sulle cause di quella che sembra essere una epidemia, ma tra l’origine probabile il consumo di frutti di mare come cozze e vengole e pesce crudo.
La Regione ha diffuso una nota in cui cita «un incremento che richiede la massima attenzione sul fronte della sicurezza alimentare, della sorveglianza epidemiologica e dell’informazione ai cittadini». La stessa nota contiene anche informazioni e consigli ai cittadini. «I sintomi più frequenti _ informa _ sono febbre, malessere, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero; nei bambini l’infezione può anche decorrere senza sintomi evidenti. Nella trasmissione alimentare, un ruolo importante può essere svolto da alcuni cibi consumati crudi o non sufficientemente cotti, in particolare i molluschi bivalvi, ma anche acqua contaminata, frutta, verdura e frutti di bosco. I molluschi bivalvi, come cozze, vongole e ostriche, possono accumulare particelle virali durante la filtrazione di acque contaminate; per questo il consumo crudo o poco cotto rappresenta un rischio che va evitato».










