Professoressa di inglese fino alla pensione, Cristina Quattrone da venti anni è la signora del cioccolato artigianale in Calabria. E lo fa con una missione, animata da una strenua volontà di aiutare bambini meno fortunati. “Durante il mio percorso da insegnante aiutavo i bambini del Madagascar mandando un po’ delle mie risorse – racconta la signora Quattrone –. Quando sono andata in pensione mi sono chiesta come potessi continuare ad aiutarli”. Era il 2005 quando il progetto Color Cioccolato prendeva vita: un laboratorio di cioccolateria artigianale il cui intero ricavato, tolte le spese, contribuisce a una missione di padri gesuiti in Madagascar.
“Il laboratorio è nato, cresciuto e vive, con un obiettivo preciso che si concretizza attraverso un progetto di sostegno a una comunità in Madagascar, e non per arricchirci – ci tiene a sottolineare -. Quest’anno spero di ampliare, di aiutare anche i bambini del Kenya perché i miei soci, mia figlia e mio genero (Santo Versace, ndr), hanno già una fondazione che opera lì. Loro agiscono in modo più ampio su diversi settori, io sono fissata con i bambini perché ritengo siano i più fragili, che hanno bisogno delle prime necessità come il latte”. Reggio Calabria è unita da un filo invisibile, eppure incredibilmente forte, al paese africano. Un filo che lega il cioccolato alla regione calabrese, con ingredienti e nomi delle praline che denotano il profondo legame di Nuccia, così è amichevolmente chiamata la Quattrone, con la sua terra.









