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23 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 6:40
di Sara Gandini e Paolo Bartolini
Correva il biennio 2020-2021 e, sotto gli effetti della pandemia e dei limiti ricettivi dei nostri ospedali colpiti da un decennio di tagli scriteriati, erano in molti, soprattutto a sinistra, a sostenere misure draconiane in attesa di rilanciare opportunamente la sanità pubblica. Bisognava sopportare, ubbidire con senso di responsabilità e prepararsi per evitare di farci trovare impreparati in caso di nuove minacce alla salute pubblica. Siamo nel 2026 e nulla si è mosso. Come era immaginabile per altro. Del resto, quando si parla di aumentare i posti letto nelle strutture ospedaliere, lo si fa immaginando solo di dover curare i futuri feriti in battaglia, dato che la guerra è divenuta la forza trainante di un’economia suicida. Siamo così passati da una retorica guerresca ad un’altra, senza soluzione di continuità. Dalla guerra al virus allo scontro con il nemico di turno, prima russo, poi musulmano…






