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19 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 8:03

Non è curioso? Dopo lo scoppio del fenomeno Covid si è parlato – almeno sulla carta – di sanità, di necessità di proteggere la salute pubblica. E ancor prima siamo stati inondati di buone intenzioni, e di direttive Ue, per favorire la transizione ecologica e lasciarci gradualmente alle spalle una società energivora basata sugli idrocarburi e sul consumo scriteriato di suolo e di risorse. Eppure questa “dedizione” ai cittadini europei si è capovolta, in un batter di ciglia, nel progetto dell’economia di guerra che ci sta precipitando in un abisso di conseguenze imprevedibili. Il capitalismo delle emergenze – questo punto va ribadito – non si fonda sull’invenzione di criticità inesistenti, ma sulla gestione classista, neoliberale e filoatlantista delle emergenze reali che stanno presentando il conto agli umani nel Terzo Millennio.

Sembra che adesso, della salute delle persone (quelle che non potevano restare senza vaccino nemmeno un secondo, anche in fasce di età assolutamente non a rischio), non interessi più a nessuno. E nemmeno del paradossale “sviluppo sostenibile”. È ormai chiaro, infatti, che l’autoritarismo bellicista delle élite contemporanee non sa che farsene di certe premure per le nostre condizioni di vita e di salute. Pensiamo forse che la prospettiva di un conflitto nucleare esteso possa essere compatibile con buoni servizi della sanità pubblica e con il rispetto dell’ambiente?