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Ultimo aggiornamento: 15:56
di Francesco Valendino
Scuola, Sicurezza, Sanità. Le tre “S” che gli italiani chiedono da decenni e che finiscono calpestate dalla spending review. I cittadini vivono il degrado quotidiano mentre i palazzi del potere tagliano qui e risparmiano là. Ma guai a toccare le spese per le armi: quelle sono sacre.
Nel 2023 i reati denunciati sono aumentati del 3,8% rispetto all’anno precedente. Furti in crescita, rapine esplose del 56% a Firenze. Milano conferma il primato con oltre 7.000 denunce ogni 100mila abitanti, Roma +11% in un anno. La percezione del rischio tra le famiglie italiane è schizzata dal 23,3% al 26,6%. Il capolavoro sono le carceri: 61.861 detenuti in strutture per 51.245 posti. Sovraffollamento al 120,6%, 73 istituti su 189 oltre la soglia. Eppure la certezza della pena – fondamento di uno Stato di diritto che garantisce che ogni reato sia effettivamente punito – richiede strutture adeguate. Senza carceri dignitose e sufficienti, i condannati non scontano le pene, i reati restano impuniti, la giustizia diventa una beffa. Ma costruire nuove strutture detentive? Troppo costose. Meglio spendere altrove.







