Nel frattempo, l'esercito statunitense ha affermato che la capacità dell'Iran di minacciare le navi nello stretto di Hormuz si è ridotta dopo l'attacco a una struttura sotterranea che ospitava missili da crociera. Il Comando Centrale degli Usa ha dichiarato che le forze statunitensi hanno distrutto siti di supporto all'intelligence e ripetitori radar. Oltre venti paesi si sono detti "pronti a contribuire" al passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Hanno affermato di essere pronti a fornire "sforzi adeguati" per garantire il transito sicuro delle navi attraverso questa via navigabile che unisce il Golfo Persico all'oceano Indiano e dai cui pasa il 20% delle petroliere. Nel Golfo sono rimaste bloccate mille navi cariche di greggio.