Un segnale chiaro di «chiamata alle armi», come aveva titolato Il Tempo, era arrivato alla manifestazione «Sabotiamo la guerra» del 7 febbraio a Viterbo, seguita da un convegno il giorno successivo. Accanto alle istanze ProPal e favore dei palestinesi finiti in carcere prima e dopo l’inchiesta sui finanziamenti a Hamas, si era levata la voce della compagna di Alfredo Cospito, Anna Beniamino, attraverso una lettera dal carcere di Rebibbia. La detenuta per gravi attentati invocava una nuova stagione di lotta nel segno della «A» cerchiata dell’anarchia.