Intanto ieri a Viterbo è andato in scena il corteo «Sabotiamo la guerra e la repressione» partito da via Cattaneo e conclusosi in piazza Verdi. Una manifestazione che ha unito sotto la stessa kefiah la lotta per la resistenza arabo -palestinese, la mobilitazione contro il 41 bis, contro le «aggressioni imperialiste della Nato» e natural mente contro il governo. Ma soprattutto ha segnato la plastica convergenza tra i movimenti ProPal perla liberazione dei «compagni Anan, Ahmad, Hannoun, Sha hin, Tarex» e la costellazione di sigle anarchiche e centri sociali in lotta permanente per Cospito. Un centinaio di partecipanti ha sfilato per le vie del centro, chiuse al traffico per il rischio di scontri dopo la guerriglia di Torino. «La repressione non ci fermerà, resistenza e solidarietà» e «Fate uscire i nostri compagni dal 41 bis» i messaggi su alcuni degli striscioni mostrati.

In un corteo che conferma come ProPal, anarchici e centri sociali ormai marcino fianco a fianco: non hanno mai avuto tanti «nemici» in comune come in questo momento