Èun’abitudine che ci portiamo dietro dalla preistoria: già nel neolitico, uomini e donne avevano l’abitudine di masticare resina di betulla, una sostanza viscosa estratta dalla corteccia di questo albero: una sorta di chewing gum primitivo usato dai nostri antenati non solo come colla per riparare utensili rotti, ma anche a scopo curativo, per combattere infiammazioni alle gengive.
Oggi, anche grazie alla felice intuizione di William J. White, un venditore di popcorn di Cleveland che mise a punto una primordiale formula di chewing gum alla fine del 1880, sappiamo che la “gomma da masticare” non solo ci aiuta a rinfrescare la bocca, ad avere un alito più fresco o a sentirci più sicuri di noi stessi. Ma è – soprattutto se senza zucchero, e con l’aggiunta di xilitolo, un dolcificante di origine vegetale – una formidabile alleata dell’igiene della bocca. In occasione della Giornata Mondiale della Salute orale, il 20 marzo, è quindi utile sapere che anche un piccolo gesto come quello di masticare un chewing gum può essere un modo per mantenere un sorriso sano.
L’azione anti-placca
I benefici per la salute orale sono scientificamente provati: in primo luogo c’è l’azione meccanica, che aiuta a rimuovere i residui alimentari dalle superfici dentali eliminando in soli tre minuti circa la metà dei detriti che altrimenti resterebbero nella bocca1. Masticare un chewing gum è quindi particolarmente utile dopo i pasti, soprattutto fuori casa quando non è possibile utilizzare lo spazzolino, perché aiuta a la pulizia dei denti e degli spazi interdentali.








