Quando si parla di tumori, le donne sopravvivono in media più degli uomini, ma con uno scotto da pagare: sono esposte a un rischio significativamente maggiore di avere effetti collaterali gravi legati alle terapie. A comparare nel dettaglio gli esiti di dodici tipi di cancro in stadio avanzato e delle relative cure nei due sessi è uno studio internazionale guidato dall’Università di Adelaide (in Australia), pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute: i ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 20 mila pazienti coinvolti in 39 studi clinici che hanno supportato l’approvazione di farmaci da parte della FDA statunitense tra il 2011 e il 2021.
I risultati mostrano una tendenza netta fino ai 65 anni di età: le donne presentano un rischio di morte inferiore del 21% rispetto agli uomini, e un rischio di tossicità grave superiore del 12%. Ciò che rende questo studio particolarmente rilevante è che queste differenze non dipendono dal tipo di trattamento ricevuto: che si tratti di chemioterapia, terapie mirate o immunoterapia, il divario tra i sessi rimane.
La newsletter di Oncodonna
Le differenze di sesso nella sopravvivenza
Per quanto riguarda la sopravvivenza, il vantaggio appare particolarmente evidente nel tumore del polmone non a piccole cellule (il tipo più diffuso), nel melanoma e nel tumore del colon-retto. Le uniche eccezioni riguardano il tumore della vescica, dove il rischio di progressione della malattia e morte risulta leggermente superiore per le donne (sebbene non statisticamente significativo), e il tumore del rene, dove la mortalità si equivale.






