Nonostante i progressi nella diagnosi precoce e nelle terapie abbiano migliorato significativamente la sopravvivenza, circa una donna su cinque operata per un tumore al seno può sviluppare una recidiva entro dieci anni, con un rischio che può protrarsi anche nel lungo periodo. Quando la malattia si ripresenta, spesso evolve in forma metastatica, incidendo in modo rilevante sulla qualità della vita. Il rischio di recidiva è tema importante per le donne, come dimostra un’indagine realizzata da IQVIA, con il supporto di Novartis, su donne con tumore al seno in fase iniziale: solo il 45% si considera pienamente informato sul rischio di recidiva, mentre il 59% cerca risposte attraverso canali digitali.

Tumore al seno, una nuova terapia mirata per ridurre il rischio che la malattia possa tornare

13 Marzo 2026

Per fare gol serve la giusta terapia

La prevenzione della recidiva è una priorità non solo comunicativa, ma clinica e organizzativa: è un gioco di squadra. “Il rischio di recidiva varia da persona a persona e dipende da molteplici fattori biologici e clinici. Le nuove opzioni terapeutiche consentono oggi a una quota crescente di pazienti, in particolare quelle con rischio intermedio-alto, di rimanere libere da malattia anche a distanza di anni, ma la scelta del trattamento deve essere calibrata sulle caratteristiche individuali e sulla tollerabilità”, sottolinea Giulia Valeria Bianchi, oncologa della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori.