Pechino è stata teatro di una riunione conviviale ecumenica straordinaria dell'Accademia italiana della cucina, organizzata dalla delegazione locale con il sostegno dell'Istituto Italiano di Cultura, per celebrare il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale dell'umanità.
L'evento, ospitato nella capitale cinese alla presenza dell'Ambasciatore d'Italia Massimo Ambrosetti, ha rappresentato un momento di dialogo e promozione culturale rivolto a un pubblico selezionato di ospiti cinesi provenienti dal mondo enogastronomico, dei media, della finanza e dell'imprenditoria.
Nel corso della serata sono state illustrate non solo le motivazioni alla base del riconoscimento Unesco, ma anche altri elementi del patrimonio immateriale italiano legati alla cultura del cibo, dalla dieta mediterranea all'arte del pizzaiuolo napoletano, dalla cerca e cavatura del tartufo alla transumanza, fino alla coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria.
Protagonista della cena lo chef Fabio Falanga, da oltre quindici anni impegnato nella valorizzazione della cucina italiana in Cina, che ha proposto un percorso gastronomico ispirato proprio a questi elementi.
Il menu, articolato in più portate, ha spaziato dal saluto dello chef con un ceviche di scampi e ricciola, passando per un omaggio alla pizza napoletana, fino a primi e secondi piatti che hanno evocato i territori e le pratiche riconosciute dall'Unesco.






