Nella querelle scoppiata dopo gli attacchi del centrodestra alla sindaca interviene in difesa il suo vice: “Che c’è di male se una persona, a fine giornata, coltiva una propria passione?”
Il vicesindaco Terrile con il consigliere comunale Claudio Chiarotti
Genova – «Come sono tristi gli uomini e le donne che non hanno passioni». Inizia così il post polemico di Alessandro Terrile, vicesindaco di Genova, in risposta agli attacchi che la sindaca Silvia Salis ha ricevuto dal centrodestra per essere andata mercoledì sera a Carrara a seguire la partita della Sampdoria, per cui tifa, insieme ad alcuni componenti del suo staff. Il cuore di Terrile a differenza della Salis batte per il Genoa, sponda rossoblù, ma la difesa della prima cittadina è ovviamente a prescindere dal tifo.
Un momento del match di Carrara
«Il centrodestra genovese ha sollevato una polemica sulla presenza della Sindaca Silvia Salis alla partita Carrarese-Sampdoria mercoledì sera – scrive Terrile – Con chi è andata? A che ora è partita? Con quale auto? Per incontrare chi? Questi gli interrogativi della strepitosa nuova inchiesta dell'opposizione in Comune. La Sindaca ha già chiarito di essere partita da Genova dopo le 18 con la propria auto insieme ad alcuni collaboratori con cui condivide la passione blucerchiata. Ma non è questo il tema. Piuttosto, che c'è di male se un sindaco a fine giornata coltiva una propria passione, che sia il calcio, il cinema o un concerto? Che c'è di male se lo fa a sue spese, con i suoi amici o con i suoi colleghi? Quale sarebbe il valore aggiunto di rinunciare ad una partita di calcio?».







