Genova, 25 nov. (askanews) – “Mentre le donne chiedono protezione, autodeterminazione, diritti, c’è una parte della politica che preferisce fare di temi come l’educazione sessuo-affettiva un terreno fertile per opinioni tagliate con l’accetta, becero populismo, intrattenimento da operetta politica utile solo a creare nemici immaginari e consenso facile da parte di qualcuno. Lo abbiamo visto chiaramente: chi siede al governo del Paese ha preferito attaccare progetti educativi anziché sostenere i centri antiviolenza”. Lo ha detto la sindaca di Genova, Silvia Salis, in consiglio comunale in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

“Noi invece – ha aggiunto Salis – nell’educazione sessuo-affettiva crediamo molto. E proprio stamattina abbiamo presentato una sperimentazione che partirà in quattro scuole dell’infanzia. È di poche ore fa la notizia della proposta di legge per introdurre il reato di femminicidio come fattispecie giuridica a sé con la pena dell’ergastolo. È di pochi giorni fa l’accordo bipartisan per arrivare a mettere nero su bianco, nel 2025, che se una donna dice ‘no’ è ‘no’. Ora, però, serve una visione complessiva, non annunci o provvedimenti repressivi quando ci si avvicina alle date più significative”.