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23 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 9:05

“Le parole dei ministri Nordio e Roccella? Sono fuori dalla realtà, non soltanto producono senso di impunità, ma confermano e normalizzano una struttura sociale che vuole la violenza maschile contro le donne e la violenza di genere ancora fortemente radicate e al centro della nostra organizzazione sociale”. Nel giorno in cui per le strade di Roma è tornato il corteo nazionale di “Non una di meno“, con lo slogan “Sabotiamo guerre e patriarcato“, in vista della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del prossimo 25 novembre, la “marea” fucsia si è scagliata contro gli esponenti del governo e contro l’attacco rivolto alla scuola pubblica e all’educazione sessuo-affettiva portato avanti dal ministro Giuseppe Valditara.

Era stata la ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella a rivendicare come, a suo dire, “non c’è una correlazione fra l’educazione sessuale nella scuola e una diminuzione delle violenze contro le donne”, mentre il Guardasigilli Nordio aveva evocato pure la genetica: “Il dna dei maschi non accetta la parità”. Parole che avevano scatenato polemiche anche tra le opposizioni. “Questa piazza è anche una risposta alle loro dichiarazioni. Al contrario di quanto dice Roccella, per noi l’educazione sessuo-affettiva è uno dei punti cardine della lotta alla violenza, seppur sappiamo che da sola non basta. E abbiamo sentito Nordio rinaturalizzare la violenza di genere come fosse un destino, quando in realtà ha radici sociali”, hanno attaccato da “Non una di meno”.