Ama definirsi 'architetta viaggiatrice' e non solo perché progetta (anche) stazioni di metropolitane, a Napoli come a Parigi: Benedetta Tagliabue, fondatrice con il geniale Enric Miralles di Embt, lo studio catalano tra più premiati nel mondo, ha da sempre uno sguardo globale, curioso.

E da Barcellona, lei brianzola, ha portato una 'bolla vulcanica' al Centro Direzionale utilizzando il legno tra grattacieli e acciaio: concluso l'anno di rodaggio dei treni è tornata a Napoli per confrontarsi con la sua opera "perché - spiega - i progetti non finiscono mai".

"Dopo una storia lunga 23 anni vederla in funzione è stata una sensazione bellissima - racconta all'ANSA -. Vorrei che questa stazione contribuisse a rendere il Centro Direzionale un po' più umano. Doveva essere posto del futuro, pensato da un giapponese, Kenzo Tange: non ha mai funzionato, non assomigliava a Napoli. Natura, verde, accessibilità: spero che i cittadini in questa stazione si sentano a casa. L'idea del vulcano è stata forte dall'inizio: Napoli ha un fascino speciale, preserva il contatto con la terra e il passato". Basterà per rilanciare questo pezzo di città? "Ci vuole tempo, ricordo che quando fu realizzata la spiaggia della Barceloneta la frequentavo quasi da sola, oggi è un luogo centrale. Può accadere anche qui. Credo che il progetto della metropolitana dell'arte di Napoli resti unico. Ora sto lavorando a Parigi per un anello della rete Grand Paris: all'interno ci saranno delle stazioni definite 'iconiche' dove gli architetti lavorano con interventi di artisti. Napoli ha fatto scuola".