Questo momento storico di conflitti, "lo vivo come tutti con una grande angoscia.
È difficile razionalizzare ciò che sta accadendo.
Allo stesso tempo, cerco di trovare un senso in ciò che sta succedendo. Ed è interessante tornare proprio al pensiero di Camus, che di fronte all'assurdità del mondo, alla sua mancanza di significato e alla follia umana non propone il nichilismo ma la rivolta, l'azione e la lotta contro le ideologie". Parola del cineasta francese Francois Ozon, a Roma per presentare Lo Straniero, adattamento dell'omonimo capolavoro del grande scrittore francese. Il film, con Benjamin Voisin, Rebecca Marder, Pierre Lottin (che per la sua performance ha vinto il Cesar) dopo il debutto in gara alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 esce in sala dal 2 aprile con Bim e Lucky Red.
Lo Straniero di Camus, pubblicato nel 1942, tradotto in 75 lingue (edito in Italia da Bompiani), è il terzo romanzo francese più venduto al mondo (dopo Il Piccolo Principe e Ventimila leghe sotto i mari). Anche Luchino Visconti l'aveva adattato per il grande schermo nel 1967 con protagonista Marcello Mastroianni. Ozon rilegge la storia con una prospettiva sull'oggi, ma girandolo in bianco e nero e mantenendo l'ambientazione in Algeria, nel 1938.






