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Ultimo aggiornamento: 18:19
di Giorgio Boratto
Anche Erich Fromm, psicoanalista e filosofo tedesco, come James Hillman – psicoanalista junghiano – ha scandagliato la violenza e distruttività umana con il libro Anatomia della distruttività umana. Una ricerca che alla luce delle continue guerre che interessano il mondo umano acquista una valenza sempre attuale. Per quanto riguarda l’aggressione e le guerre, questi sono uno dei principali ostacoli al progresso umano.
Gli ambiti scientifici che si palesano nell’analisi sui motivi che fanno agire l’uomo esercitando la violenza e la distruttività umana seguono due strade: la psicologia istintuale comportamentista e la psicoanalisi freudiana. L’invito anche di Erich Fromm, come sostanzialmente quello di James Hillman, è quello di usare il linguaggio dei miti e dei simboli per conoscere e capire la nostra origine primitiva. Il linguaggio simbolico è la caratteristica dell’Uomo; solo l’Uomo è capace di trascendere il proprio linguaggio e a darle una dimensione universale. Nasce con il pensiero la narrazione del mito che accompagna l’Uomo attraverso migliaia di anni; questo è il tratto comune di tutta l’umanità. Erich Fromm lo spiega nel suo libro: Il linguaggio dimenticato che definisce il linguaggio del mito e i suoi simboli come lo strumento per conoscere l’inconscio. Una operazione che C.G. Jung fece in modo molto più ampio interessandosi alla varietà dei miti, dei riti e delle religioni.






