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7 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 14:49
“Da tragedie come quella a Gaza e in Ucraina non se ne esce se non sentiamo alcuna empatia con l’altro e se non si comprende che dobbiamo compiere ogni sforzo per perdonarci. Il mio è un discorso puramente laico, non ha nulla di sentimentale o di religioso. Queste tragedie hanno seminato una grandissima quantità di odio disperato e incarnato in se stesso. Se di fronte a quello che avviene a Gaza, le nostre viscere non vanno a pezzi, com’è possibile pensare di superare tutto questo? Quello diventerà un odio infinito“. È il grido d’allarme del filosofo Massimo Cacciari, ospite della trasmissione Amici e Nemici, su Radio24, a proposito del mancato cessate il fuoco in Ucraina e a Gaza.
Prendendo spunto dal suo ultimo saggio, “Van Gogh. Per un autoritratto” (ed. Morcellana), Cacciari cita proprio il celebre pittore olandese come esempio supremo di empatia umana. “Quello di Van Gogh – spiega il filosofo, che nel suo libro ha riproposto e aggiornato un suo articolo del 1983 – è il desiderio di donarsi completamente, di uscire da sé per fondersi con l’altro. È proprio questa tensione che emerge con forza dai suoi quadri: dai colori accesi, dai tratti intensi e spesso ingenui, primitivi. E quindi, se non torniamo ad amare Van Gogh e se non lo sentiamo davvero, non siamo neanche in grado di affrontare con l’animo giusto queste tragedie”.






