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Insulti omofobi nei confronti del conduttore di “Bellamà”. Lui tira dritto: “Che dicano quello che vogliono”

Non è la prima volta e purtroppo non sarà l’ultima. Insulti omofobi, attacchi vergognosi, offese gravi. Il caso che nelle ultime ore ha investito Pierluigi Diaco non è semplice dissenso, ma una deriva verbale che scivola rapidamente nell’oltraggio peggiore, nell’aggressione verbale.

“Servo”, “cogl...”, "leccac...”, “sempre stato una merda”, “ridicolo”, “imbarazzante”, “pavido”, “sei solo un aiutante dei corrotti, corruttori e malavitosi”, “prendilo nel c..”, “I gay fascisti come lui andrebbero…”. È questo il campionario, crudo e difficilmente equivocabile, delle reazioni piovute addosso al conduttore Rai dopo una dichiarazione rilasciata all’Adnkronos. La sua colpa? Aver annunciato il suo sì al referendum sulla giustizia.