Necessario far dialogare i professionisti della consulenza finanziaria con i principali “bracci operativi dello Stato”, ovvero quegli enti che muovono il patrimonio e le riserve del Paese. È quanto segnala l’intervento di Giuseppe Conte, presidente di Anasf, in apertura dell’ultimo convegno di Consulentia 2026, kermesse alla quale hanno partecipato più di 3.500 consulenti finanziari. Conte ha auspicato la necessità di passare da un approccio frammentato, definito “ego-sistema”, a un vero e proprio “eco-sistema”, in cui tutte le forze istituzionali e private collaborino in squadra per ottimizzare gli sforzi e dare una spinta decisiva al “motore Italia”, alimentando un valore positivo per l’intera collettività.

All’interno di questo scenario Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), rappresentata da Fabio Massoli, ha segnalato che la missione storica dell’ente è fungere da ponte tra il risparmio degli italiani – che oggi ammonta a oltre seimila miliardi di euro – e il finanziamento delle infrastrutture sociali ed economiche. Massoli ha individuato un problema critico nell’attuale propensione al risparmio: circa il 30% di questa enorme ricchezza giace inattivo sui conti correnti, percepito dai cittadini più come una riserva per gli imprevisti che come uno strumento per generare valore. In quest’ottica, egli ha sottolineato il ruolo fondamentale dei consulenti finanziari nell’educazione dei risparmiatori, per far comprendere che oggi il rischio maggiore non è l’investimento, bensì l’immobilismo. Massoli ha inoltre posto l’accento sulla necessità di creare strumenti finanziari alternativi al tradizionale debito bancario per supportare la crescita, l’innovazione e l’accesso al mercato dei capitali da parte delle Piccole e Medie Imprese (Pmi) e delle startup, citando come esempio virtuoso il Fondo Nazionale Strategico promosso dal MEefe co-gestito con altre entità.