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Dietro l’esercitazione “di routine” sull’isola si nascondeva un piano di difesa contro un possibile blitz Usa, con truppe europee già schierate

Dopo il raid in Venezuela e prima della guerra in Iran, c'è stato un momento in cui il vento della guerra ha soffiato in Groenlandia. A gennaio il presidente americano Donald Trump ha ribadito in più occasioni di voler ottenere il controllo dell'isola "in un modo o nell'altro". Per diversi giorni si è speculato sulla possibilità di un colpo di mano militare che portasse Washington ad annettere l'isola sotto il controllo del Regno di Danimarca. Durante quelle settimane la tempesta mediatica è stata molto intensa, con l'Europa schierata in difesa di Copenaghen. Parallelamente, tra il 15 e il 20 gennaio, due contingenti dell'esercito danese erano stati dispiegati sull'isola insieme a unità di Germania, Francia, Svezia e Norvegia nell'ambito di quella che è stata bollata come un'esercitazione di routine, l'Arctic Endurance, ma oggi si è scoperto che la missione dei soldati danesi non era affatto di routine.