Il papà che di lavoro fa lo chef, o il pastry chef, o il pasticcere, che tipo di papà è? Pensando al 19 marzo, lo chiediamo a Ernst Knam, fuoriclasse di cioccolato e pasticceria.

Festa del papà, la torta di Knam è una dichiarazione d'amore per l'Inter

“Un pasticcere ha più tempo di uno chef per accompagnare i bambini nelle attività quotidiane. Io lavoro tanto ma è un lavoro indipendente e posso dedicare tempo alla famiglia. E’ possibile fare tutto: ci vuole un po’ di testa e un po’ di organizzazione tedesca, tutto lì. I nostri bambini sono cresciuti praticamente dentro la pasticceria... A pranzo mangiamo sempre insieme, chiudo alle 20 e possiamo anche cenare insieme. Abitiamo sopra il negozio, molto comodo. Al mattino sono io che mi sveglio per primo e preparo la colazione per tutti. Adesso è tutto più semplice, i ragazzi si vestono da soli, Giorgio è grande e va a scuola per conto suo, Anna la accompagno in auto”, racconta Knam.

Due figli adulti e due che hanno 10 e 15 anni. E’ cambiato qualcosa, negli anni, nel suo rapportarsi ai bambini?

“Anche con i miei primi due figli ero un papà molto presente, giocavano a calcio e io all’epoca facevo l’allenatore, perciò li ho seguiti da vicino”.