Il portafoglio pesa più delle urne e delle guerre. Almeno nell'agenda degli italiani. Secondo la nuova rilevazione dell'Osservatorio Opinion Leader 4 Future — il progetto nato dalla collaborazione tra il Gruppo Credem e l'Università Cattolica del Sacro Cuore — il tema che più occupa i pensieri degli italiani nei primi mesi del 2026 è l'inflazione e il carovita, citato dal 33% degli intervistati. Al secondo posto il dibattito sulla politica interna nazionale (30%), mentre i conflitti internazionali si collocano più in basso: la guerra in Ucraina interessa il 19% del campione, il conflitto in Medio Oriente il 17%.

La ricerca, condotta tra il 1° e il 2 marzo su un campione di 5.000 persone rappresentativo della popolazione italiana adulta — in collaborazione con l'istituto Bilendi — è stata presentata oggi a Milano, presso la sede dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, in occasione del quarto convegno annuale dell'Osservatorio, intitolato "Tra intelligenza artificiale e vivente: nuove sfide per la fruizione informativa".

I dati mostrano un paese che si informa in modo diverso a seconda dell'età. I più giovani, sotto i 45 anni, rivolgono lo sguardo soprattutto all'estero: la politica statunitense e il ruolo di Trump nel mondo, così come il conflitto in Medio Oriente, sono temi citati dal 23% degli under 45, una quota che scende sotto il 15% nelle fasce anagrafiche più alte. Gli over 65, al contrario, si concentrano prevalentemente sulle dinamiche interne: la politica nazionale li coinvolge nel 34% dei casi, contro il 28-29% degli under 65.