Roma, 20 mar. (askanews) – Nel 2026 la crescita non sarà una questione di velocità, ma di fiducia. In un contesto segnato da instabilità economica, accelerazione tecnologica e trasformazioni continue nei modelli di consumo, il cambiamento non è più vissuto come un progresso automatico. Per molti italiani rappresenta una promessa da verificare, non da dare per scontata. Il desiderio di migliorare convive con la paura di sbagliare: le scelte non si fermano, ma diventano più misurate e più prudenti. Questa dinamica riguarda anche le aziende. Se per le persone cambiare marca significa assumersi un rischio, per i brand innovare, riposizionarsi o modificare strategia implica esporsi in un mercato più sensibile. Il cambiamento, da entrambe le parti, richiede oggi una legittimazione più forte. È in questo spazio che nasce la newxiety: una forma di tensione silenziosa che non blocca le scelte, ma ne rallenta i tempi e ne alza il livello di attenzione. Comprendere cosa accelera e cosa rallenta le decisioni – lato consumatore e lato azienda – diventa quindi la condizione per crescere con maggiore certezza. Sono queste le prime evidenze dell’Osservatorio “La mappa delle scelte: le leve della crescita nella relazione tra brand e acquirenti” di BPRESS, agenzia di PR italiana con sede a Milano e oltre 35 anni di storia, commissionato all’istituto di ricerca Censuswide con una ricerca che ha coinvolto 2.000 italiani maggiorenni.
Il 57% degli italiani cerca sicurezza e affidabilità, il 30% teme rischio e complessità
BPRESS esplora con una ricerca Censuswide la newxiety







