Tocca all'Unione europea essere ambiziosa, combattere contro chi la vuole "smantellare" in nome del diritto esclusivo della forza, lottare per dire No all'inarrestabile espansione dei conflitti, frenare chi li porta avanti incurante di ogni regola multilaterale, attaccando Corti internazionali e giudici.

Ha scelto la Spagna di re Felipe e di Pedro Sanchez - e forse non a caso - Sergio Mattarella per una "lectio magistralis" colta e potente dalla quale esonda tutta la sua riprovazione per un mondo che sta abbracciando "un pericoloso sovranismo assoluto".

L'attualità piega la politica e il presidente della Repubblica stigmatizza questi nuovi rapporti di forza dietro i quali agiscono Stati occidentali manovrati da dirigenze tecnocratiche che dileggiano la forza delle regole, da loro viste come l'ultimo vero ostacolo al potere assoluto. Un "j'accuse" durissimo, una vera e propria denuncia formale dalla più alta carica dello Stato che mira a rianimare un'Europa dormiente e divisa.

Mancano solo i nomi e cognomi nel discorso di Mattarella a Salamanca, dove ha ricevuto la laurea honoris causa, di fronte al re di Spagna Felipe. Applaudono a scena aperta gli studenti che affollano l'ateneo della cittadina spagnola. Apprezzano anche i tanti italiani che proprio grazie ad una intuizione europea, l'Erasmus, possono ancora oggi studiare a Salamanca.