"Come scrisse Maria Zambrano 'La nostra anima è attraversata da sedimenti di secoli, le radici sono più grandi dei rami che vedono la luce'.
In queste fondamenta abbiamo fiducia: non cederanno agli attacchi di quanti vorrebbero smantellare la costruzione europea". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una lectio magistralis all'università di Salamanca, dove ha ricevuto una laurea honoris causa.
"Dobbiamo ritrovare l'ambizione dei leader che, nel 1951, nel preambolo del Trattato della Comunità del carbone e dell'acciaio, posero queste parole: 'Convinti che il contributo che un'Europa organizzata e viva può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche'. Un'Europa dunque nucleo indispensabile per il mantenimento di quelle relazioni pacifiche che sei anni prima la Carta di San Francisco aveva messo al centro della missione identitaria delle Nazioni Unite", ha proseguito Mattarella.
In un altro passaggio il capo dello Stato ha sottolineato che "l'ordine internazionale è, per sua natura, dinamico, nuovi protagonisti si affacciano, nuove sfide si presentano. Cosa può fare l'Europa a fronte della recessione del modello cooperativo multilaterale nella gestione dei rapporti tra gli Stati? Accettare che esso venga soppiantato da una visione contrattualistica fondata sulla competizione? Tocca all'Europa saper dire di no".











