Salamanca, 19 mar. (askanews) – Tocca all’Europa dire di no a un mondo fatto di conflitti e perenne instabilità, che non riconosce più le Nazioni Unite e quindi sostituisce la legge del più forte al multilateralismo. L’Europa che seppe con lungimiranza dare vita all’Unione europea al termine del secondo conflitto mondiale e che contribuì, insieme agli Stati Uniti, alla fondazione dell’Onu non può limitarsi a subire questo presunto sovranismo assoluto che è insofferente alle regole. E’ un vero è proprio grido di allarme o se si preferisce un appello quello che Sergio Mattarella lancia con la sua lectio magistralis a Salamanca dove gli è stato conferito un dottorato honoris causa dalla cattedra di filologia di una delle più antiche università d’Europa.
Il capo dello Stato è stato accolto con tutti gli onori dal re di Spagna Felipe VI in questa visita alla cittadina universitaria. La stima e la considerazione tra i due capi di Stato è testimoniata anche dallo stesso riconoscimento che un anno fa l’università di Napoli ha tributato al sovrano spagnolo. Un legame che Mattarella vuole valorizzare in tempi difficili per il nostro continente: “Le relazioni tra Spagna e Italia rappresentano uno degli assi portanti” dell’Europa e hanno dato “un contributo rilevante alla formazione della cultura europea come la conosciamo oggi. Una relazione profonda, che ha inciso, al di là del rapporto tra gli Stati, sulle società dei nostri popoli, nelle quali dimensioni politiche, culturali, religiose e intellettuali si sono costantemente intrecciate e vicendevolmente influenzate”.











