Tracce di sangue: nell'auto, in casa, su un paio di pantaloni. Le hanno trovate i carabinieri del Nucleo Investigazioni speciali di Parma, incaricati dalla pm Veronica Meglio, che conduce le indagini assieme al procuratore capo di Imperia Lari, di effettuare ulteriori rilievi nell'ambito dell'indagine della piccola di due anni trovata morta a casa della madre, Manuela A. 43 anni. La donna è in carcere per l'omicidio preterintenzionale della figlioletta mentre il suo compagno, Manuel I, 42 anni, è indagato per lo stesso reato ma è a piede libero. Le tracce di sangue sono state trovate nell'auto della donna, due gocce in fondo allo sportello posteriore ma anche nella sua casa a Bordighera: sull'armadio e sulla porta della camera da letto e su un paio di pantaloni da donna lasciati su un divano. Adesso i tecnici del Ris dovranno datare quelle tracce ematiche e scoprire a chi appartengono. Potrebbe essere un punto di svolta per le indagini, che fin qui si stanno rivelando complesse. Le tracce ematiche non sono l'unica cosa sulla quale stanno lavorando i Ris: sono state infatti sequestrate alcune scarpe visto che sul corpo tumefatto della bambina il medico legale all'epoca della ispezione effettuata in sede di autopsia trovò tracce di una scarpa . Le scarpe sono state sequestrate sia a casa di Manuel I., dove gli inquirenti sospettano sia avvenuto l'omicidio della bambina, sia a casa della madre della piccola. Oltre alle scarpe sono stati portati via per le analisi lenzuola e abiti, alcuni trovati sotto il cadavere della bimba. Il corpo della piccola era stato trovato il 9 febbraio dai medici del 118 chiamati dalla madre dicendo che la figlia non respirava più e stava 'diventando nera'. In attesa dell'arrivo egli operatori del 118, la centrale dette istruzioni per la rianimazione, istruzioni che però i medici del 118 hanno accertato non esser state compiute. Per la bimba non c'era ormai più nulla da fare. Sul posto oltre all'ambulanza e ai medici sono subito intervenuti i carabinieri e il medico legale che constatò le tante ecchimosi sul corpo della bambina e alcune macchie ipostatiche che lo convinsero a datare la morte della piccola ad alcune ore prima. Tra l'altro, il medico legale accertò due grosse ecchimosi violacee, situate in fronte, di forma allungata e sulla mandibola, ecchimosi "compatibili con l'azione di un corpo contundente a superficie ampia e smussa". Secondo gli inquirenti, infatti, c'è il sospetto che la bambina sia stata uccisa a casa di Manuel I. e che la madre della piccola abbia trasportato il cadavere a casa la mattina del 9 febbraio in macchina. A quel punto la donna avrebbe chiamato il 118, dicendo di averla trovata in quelle condizioni appena sveglia. La versione della madre però sarebbe incongruente con quanto accertato dai carabinieri.