Tracce di sangue sono state trovate su un paio di pantaloncini da bambina e su un fazzoletto di stoffa, repertati nella casa di Bordighera dove il 9 febbraio è stata trovata morta una bimba di 2 anni, Beatrice. Da quel giorno la madre Manuela Aiello è in carcere, accusata di omicidio preterintenzionale in concorso con il compagno, indagato in stato di libertà per lo stesso reato.

A compiere i sopralluoghi nella casa della donna a Montenero e del suo compagno a Perinaldo sono stati i carabinieri del Ris (Reparto di Investigazioni Scientifiche), che hanno iniziato ad analizzare anche i campioni di sangue trovati nella stessa abitazione e sull'auto della madre. Determinante sarà l'esame del dna per capire a chi appartiene quel sangue, considerato che la bimba aveva due sorelle di 9 e 10 anni, attualmente affidate a un istituto.

Nelle scorse settimane due piccole gocce di sangue sono state trovate anche nella portiera posteriore dell’automobile della mamma di Beatrice. E altre tre tracce simili nella sua casa di Montenero.

Si attende intanto l'esito dell'autopsia eseguita dal medico legale Francesco Ventura dopo il quale è probabile che la procura di Imperia rilasci il nulla osta per i funerali della bambina. C'è anche grande attesa per i primi riscontri delle analisi sui reperti che gli investigatori hanno acquisito in casa dell'uomo (difeso dall'avvocato Cristian Urbini), dove, secondo la procura, nella notte tra l'8 e il 9 febbraio sarebbe morta la bambina. Sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, il mattino seguente la madre (difesa dagli avvocati Laura Corbetta e Bruno Di Giovanni) avrebbe trasportato a casa il corpo della piccola, in modo che il decesso risultasse a Bordighera. Ma Manuela Aiello ha sempre negato questa versione dei fatti.