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Ultimo aggiornamento: 14:47
Prima, gli abbattimenti dei grandi pini nell’area archeologica dei Fori imperiali. Ora, le capitozzature selvagge e la distruzione di platani e alberi storici nelle aree dei nuovi cantieri della metro C, in zone storiche come Castel Sant’Angelo e Corso Vittorio Emanuele, tra commercianti e residenti in lacrime e rivolte sui social network contro misure giudicate incomprensibili e violente. Lecci, platani, paulonie secolari e persino, in Viale Mazzini, gli alberi che lo stesso Comune aveva appena piantato.
Secondo il Campidoglio, in molti casi si tratta di alberi che verranno “trapiantati” altrove, quindi non ci sarebbero abbattimenti. Per l’associazione Cittadini Uniti per Roma i suoi Alberi e i suoi Abitanti (C.U.R.A.A), la più attiva a Roma nella denuncia sia degli abbattimenti che delle capitozzature illegittime, “nessun cantiere può autorizzare la distruzione di alberi, perché la legge prevede che l’amministrazione faccia di tutto per evitare tagli. Le metro e i tram si fanno in tutto il mondo e non è che ovunque si distruggono tutti gli alberi”.
Così, martedì scorso, l’associazione ha depositato un ricorso d’urgenza al Tar per chiedere una sospensiva cautelare per vedere le carte di diversi provvedimenti, sconosciuti alla cittadinanza, che hanno coinvolto aree e alberature vincolate del Municipio 1 Centro Storico. Il ricorso contiene un’istanza cautelare urgente ex art. 56 c.p.a., con richiesta al Presidente del Tribunale di disporre la sospensione immediata degli abbattimenti nelle more della decisione e dell’acquisizione delle carte. Il Tar per ora non ha concesso la sospensiva e rimandato la sentenza al 15 aprile







