Oltre alla documentazione degli scavi della metro la stessa richiesta è stata fatta dagli esperti per ogni lavoro passato o recente che potrebbe avere impattato sulla salute degli alberi, dal posizionamento dei sampietrini agli interventi sui marciapiedi fino ai cigli stradali, e non è escluso che alla fine prevalga la linea di chi, a Palazzo Senatorio, sembra propendere per la sostituzione pressocché totale dei pini storici con esemplari più giovani. Su questo punto, però, al momento i tecnici esterni sarebbero invece più favorevoli a un approccio conservativo. Tagliare, insomma, il meno possibile per salvare «capra e cavoli», salute pubblica e valorizzazione del patrimonio ambientale e storico rappresentato da alberi che hanno vissuto per oltre un secolo, caratterizzando lo «skyline» capitolino. È certo comunque che la sicurezza resta la priorità condivisa da tutti gli attori della task force rafforzata, istituita dal Campidoglio, e che la decisione finale deve essere presa in pochi giorni. Al tavolo, con Roma Capitale, siedono Soprintendenza di Stato, Sovrintendenza capitolina ai Beni culturali, Parco archeologico del Colosseo, gli Ordini professionali di agronomi e agrotecnici, vigili del fuoco, carabinieri Forestali, il Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), l’Orto botanico dell’Università La Sapienza. Tante teste da mettere d’accordo velocemente, in una situazione critica. Via dei Fori è ancora chiusa da largo Ricci a piazza Venezia, con annessi disagi, e le prove di trazione in corso dovranno dire se altri pini secolari rischiano di schiantarsi.
Roma, pini crollati su via Fori Imperiali: focus sui lavori della metro
Tra i documenti richiesti ieri mattina dagli esperti chiamati dal Campidoglio ad approfondire le cause della caduta di tre pini in un mese, lungo via ...














