Da un lato, un noto imprenditore di Roma, condannato per mafia. Dall’altra, una serie di politici di Fratelli d’Italia, a partire dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, in questi giorni impegnatissimo per la campagna a favore del sì al referendum, e la vicepresidente della Regione Piemonte, Elena Chiorino.
Cos’hanno in comune? Un indirizzo, via Tuscolana 452 a Roma. Dove hanno sede sia l’ultimo ristorante di Mauro Caroccia, Bisteccherie d’Italia, sia “Le Cinque Forchette srl”, società che fino a neanche un mese fa aveva come soci Delmastro, Chiorino, Cristiano Franceschini, segretario provinciale di FdI e assessore in Comune a Biella, e Davide Eugenio Zappalà, consigliere FdI in Regione. E che vede come amministratore unico Miriam Caroccia, ultima esponente della “dinastia” e appena diciottenne quando è stata nominata.
Delmastro, il locale del mafioso e gli altri guai del sottosegretario: dal caso Cospito a Pozzolo
di Stefano Baldolini
Oggi suo padre Mauro è in carcere con una condanna definitiva a 4 anni per intestazione fittizia con l’aggravante di aver agevolato un’associazione mafiosa. D’altronde che cosa facesse Mauro Caroccia, a Roma, lo sapevano anche i sassi. Quantomeno gli addetti ai lavori. Perché il loro nome ritorna nei brogliacci e negli atti ufficiali della procura da oltre due lustri. E sempre viene messo in relazione alla famiglia camorristica di Michele Senese, ‘O Pazz, il vero boss di Roma, capace di comandare anche dal carcere: i pizzini con gli ordini li consegnava scambiando le scarpe durante i colloqui con i parenti.












