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Nasce il "comitato per i prigionieri" oggi in carcere perché ai vertici di Hamas

Ancora richieste economiche da parte dell'Api, l'associazione dei palestinesi in Italia fondata da Mohammad Hannoun, oggi in galera con l'accusa di essere il vertice di Hamas in Italia. Ma la sua carcerazione non arresta certo l'operazione di propaganda e il tentativo di aggregare attorno alla causa dei "poveri palestinesi arrestati". Per questo, infatti, hanno deciso di dar vita al "comitato per i Prigionieri Palestinesi", in modo da far fronte anche alle "esigenze legali, politiche e umane connesse alla detenzione di Hannoun, Raed Dawoud, Riyad Albustanji e Yaser Elasaly". Descritti come dei poveri martiri quando, in realtà, come spiega l'accusa, avrebbero dirottato ai terroristi almeno 7 milioni di euro raccolti con la scusa della beneficenza. Ma, nonostante le montagne di contanti trovati nelle abitazioni degli arrestati e le innumerevoli tracce di pagamenti sospetti, hanno deciso di indire altre "raccolte fondi destinate esclusivamente alle spese legali e al sostegno delle famiglie". Questo invitando "associazioni e istituzioni, personalità pubbliche e del mondo accademico e culturale, organizzazioni sindacali, movimenti politici e sociali, singoli cittadini".