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Dall’inchiesta emergono contatti e una richiesta di fondi per Gaza. Quindici dem rifiutano di parlare, mentre dal carcere il presunto capo della cellula invita a nuove mobilitazioni

Il “dossier Hannoun” è il nervo scoperto del Pd di Elly Schlein. I legami tra un pezzo del campo largo (sinistra dem e M5s) con il capo della cellula di Hamas in Italia, arrestato per terrorismo in un’inchiesta della Procura di Genova, imbarazza il partito. Anche l’ala riformista batte in ritirata, temendo punizioni e purghe da parte della segretaria, che dopo l’inchiesta del Giornale impone il “silenzio stampa” sul tema. Dal fronte dei Cinque stelle tutti muti. Le carte della Procura, raccontate dal Giornale, svelano il link tra M5s e gli uomini di Hannoun. Emblematica è la conversazione di Sulaiman Hijazi, storico braccio destro di Hannoun, che parla con un ex deputato del M5s per trasferire 1 milione di euro a Gaza. Ma anche le intercettazioni piene di insulti ("cagna") contro Meloni e il presidente Mattarella.