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Al Palazzo di giustizia di Genova sit-in e bandiere per gli arrestati
Il caso del filo Hamas Mohammad Hannoun continua a tenere banco e ieri si è tenuta l'udienza presso il Tribunale del Riesame di Genova che, dopo aver ascoltato le posizioni di Hannoun e degli altri sei detenuti al centro della maxi inchiesta "Domino", deciderà se confermare o meno le misure cautelari stabilite dai magistrati inquirenti. Anche se la decisione non dovrebbe essere resa nota prima di lunedì.
Sono indagati per presunto finanziamento del terrorismo islamico: tramite associazioni come la Abspp, facente capo ad Hannoun, avrebbero raccolto fondi con la scusa della beneficenza per dirottarli, invece, ad Hamas. All'esterno del Palazzo di Giustizia si è tenuto il solito presidio di solidarietà nei confronti degli arrestati, a cui hanno partecipato alcune decine di attivisti pro Pal, al grido di slogan come "fermiamo il genocidio in Palestina, liberi tutti subito, la solidarietà non si arresta", o "Mohammad Hannoun libero", "Israele ordina e l'Italia esegue". Ciò su cui si aggrappano i sodali e strenui difensori di Hannoun e della rete filo Hamas sta nel fatto che Israele abbia collaborato alle indagini fornendo delle indicazioni alle autorità italiane.







