“L'AI per noi ha una doppia anima. Da un lato c'è l'efficientamento dei processi d'ufficio: automazione, sviluppo di contenuti e strumenti per la gestione delle riunioni. Dall'altro, c'è un filone molto più tecnico legato ai progetti umanitari sul campo”, spiega Maria Luisa Garofalo, dal 2016 in Medici Senza Frontiere, dove coordina l'area di Culture and People Development dell'organizzazione. Un esempio è l'integrazione con il GIS (Geographic Information System): “Utilizziamo l'IA per mappare i territori in cui interveniamo, analizzando l'accessibilità di zone remote. Questo ci permette di capire più rapidamente come portare soccorso e medicinali in luoghi difficili da raggiungere, semplificando la logistica e aumentando l'impatto del nostro intervento”. Si concentra anche sulle nuove tecnologie la collaborazione con Polimi Graduate School of Management. La Business School del Politecnico di Milano, infatti, con il progetto “Leave your Mark” offre consulenze pro-bono a organizzazioni non-profit nazionali e internazionali.
Come nasce la collaborazione tra Medici Senza Frontiere e la business school del Politecnico di Milano?
“È nata diversi anni fa in modo molto naturale. Siamo due realtà che condividono un interesse profondo per l'innovazione organizzativa e l'impatto sociale, seppur da prospettive diverse. Il nostro obiettivo è portare nella pratica quotidiana strumenti e approcci che spesso restano confinati nella teoria accademica. Polimi GSoM ci aiuta a trasformare l'innovazione in qualcosa di dirimente per la nostra missione”.









