VARSAVIA - L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui la scienza procede, dalla formulazione delle ipotesi all’elaborazione dei dati, fino alla traduzione dei risultati in soluzioni concrete. Le tecnologie di machine learning e di IA generativa permettono di collegare ambiti disciplinari tradizionalmente separati, organizzati a silos, accelerando un ciclo di scoperta che diventa continuo. A margine del primo evento “Research@” che Google ha organizzato in Europa, nel cuore del quartiere degli affari della capitale polacca, Italian Tech ha incontrato Yossi Matias, che di Google è il vicepresidente globale e il responsabile della divisione Research, per capire come gli strumenti IA sviluppati nella prima metà degli anni Venti stiano cambiando il modo stesso di produrre nuova conoscenza.

Il trend pare eloquente: l’intelligenza artificiale non è più solo uno strumento di calcolo ma una sorta di co-scienziato (co-scientist), capace di leggere la letteratura scientifica, proporre esperimenti e rendere più accessibile il lavoro di ricerca anche ai giovani scienziati. Due esempi sono Earth AI, piattaforma che combina dati e modelli globali per affrontare emergenze climatiche e sanitarie, e gli algoritmi quantistici come Quantum Echoes (pubblicato lo scorso 22 ottobre su Nature) che aprono nuove prospettive nello studio di materiali e molecole. L’obiettivo più generale – ribadito dall’azienda – è costruire un ecosistema scientifico aperto, in cui l’intelligenza artificiale diventi un alleato stabile della ricerca e contribuisca a risolvere problemi concreti con velocità e precisione mai raggiunte prima.