AFirenze la bistecca non è soltanto un piatto. È una questione di carattere, quasi una piccola liturgia cittadina. Si parla di brace, di spessore, di sangue (non esiste la fiorentina ben cotta), e il giudizio arriva sempre puntuale al primo taglio. Per questo l’idea di friggerla, la bistecca suona a prima vista come una deviazione dalla regola. Non proprio un’eresia gastronomica, ma qualcosa che sorprende. Eppure, la bistecca fritta negli ultimi tempi è tornata a circolare con una certa insistenza, soprattutto sui social. A renderla popolare è stato Paolo Bacciotti della trattoria Tullio a Montebeni, sulle colline sopra Firenze. Un video pubblicato su Instagram, la bistecca dapprima impanata in uovo e pangrattato che scende nell’olio e ne esce dorata, ha superato il milione di visualizzazioni. Da lì in poi curiosità, condivisioni, gente che vuole provarla e nasce la moda. In fondo la cucina contemporanea viaggia anche così: per immagini veloci e piatti che colpiscono l’occhio prima ancora del palato.
La memoria
Se però si fa un passo indietro e si guarda nella memoria gastronomica della città, si scopre che l’idea non è poi così recente. Già nel 2007, quando i social non esistevano ancora e il racconto del cibo passava soprattutto dai blog, in quello di Elena Farinelli “Ioamofirenze”, compariva la descrizione di una bistecca alla fiorentina fritta con l’osso servita in un ristorante di via Ghibellina che oggi non esiste più. Non una moda, piuttosto una curiosità culinaria che qualcuno aveva già deciso di mettere in pratica.







