Nei giorni scorsi è stata ufficialmente presentata a Bruxelles la richiesta di riconoscimento STG – Specialità Tradizionale Garantita per la Bistecca alla Fiorentina, avanzata da Confcommercio Toscana in collaborazione con altri soggetti istituzionali e supportata dall’europarlamentare Dario Nardella.
Il traguardo
L’obiettivo è ambizioso: tutelare una delle icone della cucina italiana, simbolo carnivoro per eccellenza, e – diciamolo – proteggerla anche da quelle “brutte copie” che si spacciano per fiorentine in giro per l’Europa (spesso cuocendole troppo o affettandole sottili come prosciutto crudo). Ma al di là dell’entusiasmo, la domanda è lecita: ci sono davvero i presupposti per ottenere il marchio STG? Vediamo cosa dice il regolamento e proviamo a rispondere.
Il riconoscimento STG (Specialità Tradizionale Garantita) non tutela un territorio – come accade per DOP o IGP – bensì un metodo di produzione tradizionale o una ricetta consolidata, che può essere riprodotta anche in altre zone purché si seguano rigidamente i criteri stabiliti. L’Unione Europea, attraverso il Regolamento (UE) 1151/2012, stabilisce che per ottenere il riconoscimento STG un prodotto alimentare deve: Essere realizzato secondo un metodo di produzione tradizionale (praticato da almeno 30 anni); Avere una composizione o modalità di preparazione che lo distinguano chiaramente da altri prodotti simili della stessa categoria; essere identificabile con una denominazione tradizionale (come "mozzarella", "pizza napoletana", o "bistecca alla fiorentina", appunto).







