La riduzione globale dei divari di genere procede a rilento: resta da colmare il 31,3%.

L'Italia sconta ritardi strutturali che si amplificano nel Mezzogiorno - il lavoro continua a essere la frontiera più critica, tra occupazione femminile stagnante, part-time involontario e salari che penalizzano le donne in ogni area e qualifica del Paese.

A questo, si sommano carriere discontinue e pensioni più leggere del 44%. Le donne sono mediamente più istruite nei Paesi G20 ma faticano ad inserirsi nei settori trainanti del futuro.

È quanto emerge dall'Osservatorio "Rita Levi-Montalcini Svimez - W20".

Secondo le elaborazioni su dati Wef, il Global Gender Gap 2025 risulta colmato solo al 68,8%, con un progresso minimo di appena +0,3% rispetto all'anno precedente. Al ritmo attuale, serviranno 123 anni per raggiungere la parità totale. Il quadro è fortemente disomogeneo tra le diverse dimensioni: mentre nel settore dell'istruzione e salute si è prossimi alla parità, con entrambe oltre il 95%, nella partecipazione economica si è fermi al 61%, segnalando un divario ancora ampio. Molto critico il valore nel potere politico: appena 22,9%. Nel ranking globale, l'Italia si colloca all'85esimo posto; tra i Paesi del G20, l'Italia è all' 11esimo posto.