Ci vorranno ancora 123 anni per raggiungere la parità di genere a livello globale. Non è una previsione catastrofista, ma il risultato freddo dei numeri: il Global Gender Gap 2025 elaborato dal World Economic Forum è colmato appena al 68,8%, con un progresso di appena tre decimi di punto rispetto all'anno precedente. A questo ritmo, la parità totale rimarrà un miraggio per chi è vivo oggi.
È il dato che apre il rapporto dell'Osservatorio "Rita Levi-Montalcini SVIMEZ – W20", presentato al Museo MAXXI di Roma. Lo strumento, promosso da SVIMEZ – l'Associazione per lo Sviluppo dell'Industria nel Mezzogiorno – e dal Women 20 Italia, il gruppo sulla parità di genere del G20 espressione della società civile, nasce per colmare un vuoto: raccogliere dati, elaborare indicatori e tradurli in raccomandazioni concrete per le politiche pubbliche.
«L'obiettivo è riconoscere la parità di genere come leva strategica per lo sviluppo del Paese», ha spiegato Serenella Caravella, ricercatrice SVIMEZ che ha presentato lo studio.
Nel ranking globale, l'Italia occupa l'85° posto – lontanissima dai Paesi leader come Islanda, Regno Unito, Germania e Australia. Tra i soli Paesi del G20 sale all'11° posto, ma il confronto resta sconfortante. Il nodo più critico è la partecipazione economica: siamo fermi al 61% di parità raggiunta. Sul fronte del potere politico, il dato è ancora più basso: appena il 22,9%.







