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17 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 19:23
Per quale ragione un evento culturale al Comune di Sorrento è costato 105mila euro, mentre il Comune di Ponza ci spese solo 5mila euro e i Comuni di Capri e Portofino lo ospitarono gratis, con un semplice patrocinio? Ed è una coincidenza che l’organizzatore dell’evento sia lo stesso imprenditore della comunicazione a cui fu commissionato un sondaggio “buono” alla candidatura a sindaco di Massimo Coppola? Alle risposte su questo nuovo tassello del puzzle del “Sistema Sorrento” stanno lavorando la Procura di Torre Annunziata e la Guardia di Finanza di Massalubrense. Hanno in mano un verbale investigativo di Francesco Di Maio, lo staffista dell’ex sindaco Massimo Coppola. Sono le sue confessioni. Rilasciate il 23.7.25 mentre è ancora a Poggioreale. Sono le dichiarazioni con cui otterrà gli arresti domiciliari come premio per la collaborazione.
Davanti al pm Matteo De Micheli, magistrato di punta della procura guidata da Nunzio Fragliasso, Di Maio parla di Sorrento d’autore (per un lapsus mette a verbale “Sorrento incontra”, che è un’altra cosa, estranea). Ed insinua che dietro i costi per lui stratosferici della kermesse ci sia stata merce di scambio utile al sindaco arrestato per tangenti e tuttora ai domiciliari a Valmontone, in attesa di feedback alla sua richiesta di patteggiamento.






