Davanti a una macchina che sembra saper rispondere a tutto, il problema non è la risposta, è la domanda. «Per la prima volta abbiamo di fronte una macchina che sembra poter rispondere a qualsiasi cosa, allora le domande sono al primo posto. La questione diventa: cosa le chiedo? Che domande faccio?».
Raffaele Gaito, divulgatore e speaker, è a Milano per presentare il suo settimo libro. In che cosa posso esserti utile? Guida molto pratica e poco emotiva all’intelligenza artificiale, edito da Mondadori.
Lo incontriamo in un un palazzo che si affaccia su un giardino pieno di luce. Un luogo che sembra offrire il contesto ideale per ragionare su una tecnologia spesso raccontata come un’onda: qualcosa che può travolgerci, se restiamo passivi e impauriti, oppure che possiamo imparare a cavalcare, migliorando anche le nostre competenze.
Il punto da cui parte Gaito, però, è un altro: sottrarsi sia al catastrofismo sia all’entusiasmo acritico.
«È un libro sull’approccio all’intelligenza artificiale: non terrorizzato e non super entusiasta. Qualcosa di più razionale. È una tecnologia che ha potenzialità e rischi».







