MILANO - Commerzbank apre uno spiraglio a Unicredit il giorno dopo l’annuncio di una offerta pubblica di scambio – a scarsissimo premio – del gruppo italiano sul 70% e rotti della banca tedesca che ancora non controlla. Ma resta con un piede dietro la porta, a bloccare qualsiasi intrusione.
Da Francoforte il messaggio della ceo Bettina Orlopp è netto: «Saremmo assolutamente disposti a sederci a un tavolo e a discutere una proposta» con gli italiani, spiega, ma «non c’è ancora una bozza di base». Tradotto: disponibilità sì, ma solo davanti a numeri precisi, struttura della possibile operazione e premio per gli attuali azionisti, che – è l’ovvio sottinteso – dovrà essere ben superiore al 4% circa implicito nell’Ops in arrivo da Milano. Dunque, serve una base scritta e non le semplici dichiarazioni di intenti fatte finora da Andrea Orcel, per «valutare se questo crea valore o meno». Non è un capriccio del management, ma «è anche nell’interesse degli azionisti».
Come leggere le parole di Orlopp? L’amministratrice delegata non nasconde il suo disappunto per la proposta non sollecitata, e del resto su questo è in linea con il governo tedesco: l’annuncio di lunedì fatto da Unicredit è «una sorpresa», ma soprattutto si basa su «un prezzo molto basso» rispetto al target interno di 37 euro.















